Non chiudete San Vittore

Posted on martedì 29 dicembre 2009 by Lorenzo Lipparini in , , ,
San Vittore / Radicali: da anni si parla di trasferimento ma è la cultura del Carcere che va cambiata

29 Dicembre 2009

Dichiarazione di Lorenzo Lipparini, Comitato Nazionale di Radicali italiani:

Tutti ora sono d’accordo sul trasferimento del Carcere di San Vittore dopo la denuncia del Cardinale Tettamanzi sull’insostenibilità della situazione nell’istituto di pena.
Tutti meno i radicali, che delle carceri -e di San Vittore- sono frequentatori abituali e che con le frequenti visite ispettive nelle scorse settimane -come negli scorsi anni- hanno cercato di richiamare l’attenzione sulla persistente violazione dei più elementari diritti dei detenuti e sulle difficoltà degli operatori del carcere: sovreffollamento intollerabile, mancanza di riscaldamento, organico sotto dimensionato, strutture fatiscenti, mancanza di fondi.
Di fronte a questa situazione la proposta di un trasferimento, che potrà avvenire soltanto una volta completato un nuovo carcere, appare solo come un palliativo. Si tratta, tra l’altro, di un annuncio vecchio almeno 10 anni, che non dà alcuna garanzia sul superamento, per il futuro, dei problemi di sovraffollamento e di carenza di risorse. L’allontanamento del carcere dal centro di Milano porterebbe invece con sè nuovi problemi di dialogo con il territorio e con i servizi e le associazioni che con il carcere collaborano e sarebbe una occasione persa per aprire un vero dibattito civico su che cosa rappresenta oggi la realtà carceraria. A San Vittore la maggior parte dei reclusi sono in attesa di giudizio, stranieri, coinvolti in reati di droga, malati e tossicodipendenti spesso incompatibili con la detenzione.
Invece che annunciare futuribili trasferimenti, si affrontino subito interventi di legalità e di emergenza: aprire i raggi già ristrutturati e ancora inutilizzati, affrontare immediati lavori di manutenzione straordinaria, ridurre il sovraffollamento, aumentare il personale, ripensare la cultura punizionista della carcerazione come soluzione per ogni problema della società.
Il mondo carcerario rappresenta sempre di più lo stato delle istituzioni italiane, caratterizzate da illegalità e sfascio. I rari spiragli di attenzione diventino l’occasione per parlare di riforme radicali: da anni, inascoltati, abbiamo presentato proposte sul tema.

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